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S. Agostino Roscelli, santo della carità e dell’educazione cristiana


Sant’Agostino Roscelli

grande nella carità e nell’impegno educativo

E’ il fondatore dell’Istituto delle Suore dell’Immacolata, che dirigono in Genova tre fiorenti Istituti Scolastici.

 

 L’Arcivescovo ha presieduto la S. Messa

nel 200° anniversario dalla nascita nella Chiesa di S. Maria del Prato

Agostino Roscelli, “un esempio straordinario di carità”. Così il cardinale Angelo Bagnasco ha definito il fondatore dell’Istituto delle Suore dell’Immacolata nell’omelia della S. Messa celebrata lo scorso 19 settembre nella Chiesa di Santa Maria del Prato, dove Roscelli è sepolto, in occasione dei 200 anni dalla nascita del santo.

Nato a Bargone di Casarza Ligure il 27 luglio 1818, Agostino Roscelli fu sacerdote nella Genova dello sviluppo industriale, che richiamava moltissimi giovani dall’entroterra in cerca di lavoro e fortuna, e tante ragazze, troppo spesso sfruttate. Di quest’ultime don Agostino iniziò ad occuparsi in maniera particolare. Si dedicò anche all’apostolato nelle carceri. Con l’aiuto di alcune catechiste, riuscì ad aprire un piccolo laboratorio di taglio e cucito, per aiutare le ragazze sia nel lavoro, ma soprattutto spiritualmente. L’iniziativa ebbe successo e trovò dei benefattori. Le preghiere e le meditazioni di don Agostino fecero maturare in quelle catechiste il desiderio di consacrarsi al Signore e sebbene non del tutto convinto, don Agostino ne parlò al suo Arcivescovo, che lo incoraggiò ad affrontare questa strada.

Il 15 ottobre 1876 in via Volturno a Genova nasceva l’Istituto delle Suore dell’Immacolata. Roscelli morì a Genova il 7 maggio 1902. Fu Beatificato il 7 maggio 1995 da papa Giovanni Paolo II e fu canonizzato il 10 giugno 2001.

Alla funzione solenne in S. Maria del Prato, concelebrata da molti sacerdoti, hanno partecipato le Suore Immacolatine, con la Presidente dell’Usmi regionale Suor Rosangela Sala, e diversi fedeli. Le case dell’Istituto delle Immacolatine in Genova portano avanti con il lavoro delle Suore il proprio carisma, offrendo servizio a giovani e bambini nelle scuole, ad ammalati ed anziani nelle strutture assistenziali.

La figura di Roscelli “non tramonta – ha detto l’Arcivescovo rivolto alle Suore – non solamente per voi che siete le sue figlie spirituali, ma per la Chiesa, e in particolare per Genova che ne ha visto allora la santità e ne vede oggi la continuità nella sua Congregazione. Per questo la nostra Diocesi è particolarmente unita e grata a Lui e a voi”. “Il Roscelli – ha continuato il Cardinale – è la migliore risposta alla domanda che a volte si sente circa l’opera della Chiesa nel mondo, e con moltissimi Santi, umili sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli laici, singoli e famiglie che – senza chiasso – con umiltà si dedicano a far lievitare la storia del proprio tempo con il buon lievito del Vangelo di Gesù”.

L’Arcivescovo si è poi soffermato sul tema del volontariato, che coinvolge milioni di persone che nel continente europeo si dedicano al prossimo, ma il volontariato senza la fede è un’attività vuota: “Il bene bisogna farlo sempre – le parole dell’Arcivescovo – ma bisogna farlo bene, cioè con intelligenza e discrezione, con umiltà e perseveranza. I fuochi di paglia fanno scintille, ma non riscaldano nessuno: è necessari la costanza della vita quotidiana, la cura dei rapporti, la fortezza del nascondimento, l’umiltà del non protagonismo. Soprattutto, è necessaria la fede! La fede si prova dalla fiducia che genera verso Dio, e dalla carità che sprigiona verso i bisogni della storia: è deporre ogni giorno la propria vita nelle mani di Lui”. Un invito quindi a tutti, e in particolare per le Suore dell’Immacolata, a curare di più i rapporti e l’umiltà del non protagonismo, così come è vissuto S. Agostino Roscelli.

Michela De Leo

 

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