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Comunicato urgente Fidae Liguria


FIDAE : FEDERAZIONE ISTITUTI DI ATTIVITA’ EDUCATIVE

LA PRESIDENZA della LIGURIA

Profondo sconcerto per le dichiarazioni della candidata regionale ligure Alice Salvatore de Il Buonsenso che rimprovera la maggioranza della Regione Liguria di aver deciso di erogare “dei voucher per le scuole paritarie, ovvero quegli istituti a gestione privata e finanziati direttamente dai genitori degli alunni con il pagamento delle rette mensili. Si tratta dell’ennesima, ripetuta e stucchevole marchetta elettorale” come denuncia all’Ansa.

Anzitutto si precisa che si tratta di euro 160,00 erogati alle famiglie che frequentano la scuola paritaria pubblica anch’essa e che stremati dall’emergenza covid-19 non riescono più a pagare due volte le tasse e la retta.

Il sistema scolastico in Liguria è cosi composto:

La scuola dell’Infanzia paritaria conta 222 Scuole con 12.204 bambini, mentre la scuola statale ha 310 istituti frequentati da 19.488 bambini. La scuola Primaria paritaria conta 46 Istituti frequentati da 5.257 allievi e 417 scuole statali con 52.824 allievi. La Scuola Secondaria di I grado è ridotta a 23 scuole paritarie con 1.702 allievi a fronte di 412 1690 scuole statali con 36.949 allievi. La Scuola Secondaria di II grado conta 19 Istituti con 2.428 allievi a fronte dei 127 statali frequentati da 61.959 allievi. Un allievo della scuola pubblica statale costa allo Stato 8.500 euro annui, un allievo della scuola pubblica paritaria riceve dallo Stato solo 500 euro annui.

Pertanto i 21.591 allievi che frequentano la scuola paritaria erogano allo Stato e alla Regione Ligure quindi ben 173Mln annui. Per la Regione Liguria garantire il diritto all’Istruzione per questi allievi comporta in strutture, organico, trasporti una cifra di euro 173Mln corrente e il doppio in conto capitale. L’emergenza covid-19 ha reso evidente il problema, delle classi pollaio, la penuria di edifici e di organico ma ha altresì smascherato le inadempienze e gli interessi dei molteplici attori che hanno contribuito al degrado della scuola in particolare e, come conseguenza, della considerazione della cultura in generale.

Il re è nudo: ora i cittadini lo vedono e capiscono qual è la verità. Nessuna persona intelligente può più credere alla storiella secondo cui solo la scuola statale è pubblica, laica, aperta a tutti, gratuita e trasparente, mentre uno Stato laico non può finanziare la scuola paritaria, privata, di indirizzo, la cosiddetta “scuola dei ricchi”. Si tratta di una visione distorta da cui la Costituzione risulta ampiamente stravolta e vilipesa nel suo genuino riconoscimento del diritto alla libertà di scelta educativa e di insegnamento.

Il Covid ha lanciato sulla scena della tragedia i fondamentali del problema, nudi e crudi, palesando la situazione della scuola italiana degli ultimi decenni. Una situazione a dir poco drammatica, in cui la pubblica statale, privata dell’autonomia necessaria ed effettiva (quella sulla carta non serve a nessuno), da tempo perde pezzi e, impressionante voragine senza fondo, risucchia le tasse dei cittadini, mentre alle famiglie viene fatto “bere” del tutto acriticamente che sono i “cospicui” contributi erogati alla scuola privata confessionale dei ricchi ad affamarla.

Il Covid 19 ha smascherato l’ingiustizia delle ingiustizie: in Italia il ricco sceglie e il povero si accontenta. Ad essere maggiormente lesi sono infatti gli studenti più fragili per ragioni economiche, estrazione territoriale o disabilità. Una verità così dirompente si è imposta con forza su tutti gli schieramenti politici, raggiungendo un’ampia trasversalità.

Sorprendono e destano sconcerto pertanto le dichiarazioni della candidata dopo 170 giorni di maratona per la famiglia e la scuola che ha portato il Governo a stanziare in emergenza 300 Mln di euro pari a euro 300 per le famiglie che nelle scuole paritarie non riescono a pagare la retta e le tasse; l’intervento della CEI con borse di studio di 2 mila euro per la scuola secondaria di I e di II grado una taske force che ci deve portare a guardare con gratitudine all’impegno di una regione che seppur stanzia briciole 160 euro per allievo vanno a comporre un plafon per salvare la scuola tutta. E’ chiaro che è drammatica la situazione della scuola statale e se non riparte la paritaria il diritto all’istruzione non riparte.

E’ necessario l’impegno di tutti per siglare accordi fra pubblico e privato come è in tutta Europa addirittura nella laicissima Francia.

In conclusione, è imprescindibile far ripartire al più presto il diritto all’istruzione per tutti, attuando – lo ribadiamo – patti educativi fra pubblico e privato e costi standard di sostenibilità per allievo; occorre inoltre stabilizzare i precari e censire docenti e cattedre.

E soprattutto i politici sappiano il tempo favorevole è questo, non il post-elezioni di ottobre. Proprio in occasione dell’appuntamento elettorale, infatti, i cittadini saranno chiamati regione per regione a informarsi e a votare in modo responsabile. Allora le sirene dei Palazzi avranno voci molto lontane e indistinte… per i milioni di Ulisse legati al palo della propria coscienza. Pertanto, Premier, Ministra e Governo considerino bene tutto questo. Nessuno più dica: “Che cosa potrà mai succedere?”, oppure: “Che cosa è successo?”. Uomo avvisato…

IL PRESIDENTE di FIDAE LIGURIA

P. ANDREA MELIS

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